I contenuti presenti su questo sito dedicato all’Area Metropolitana dello Stretto di Messina, sono in parte il testo della Tesi di Laurea realizzata dall’autore del sito che ha conseguito la laurea triennale in Scienze Politiche – Curriculum Giornalismo, il 22 settembre 2007 all’Università di Messina. Le fotografie della tesi sono tutte state scattate dall’autore, mentre le cartoline d’epoca hanno riferimenti nella bibliografia.

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI MESSINA
FACOLTA’ DI SCIENZE POLITICHE
CORSO DI LAUREA IN SCIENZE POLITICHE CURRICULUM GIORNALISMO
Relatore Prof. Bruno Sergi
Tesi di Laurea di Giuseppe Caridi
Anno Accademico 2006-2007
La dedica:
A tutti coloro che mi sono stati vicini in questi 3 anni universitari,
dai più stretti familiari agli amici e ai simpatici colleghi.
Ai professori e ai loro collaboratori
che mi hanno stimolato e aiutato nell’essere ambizioso e
impegnarmi sempre al massimo per raggiungere gli obiettivi.
Ma soprattutto alla mia terra, a Messina che mi ha accolto al meglio,
ed a Reggio che sempre mi trasmette magiche emozioni.
Un testo sullo Stretto, con una dedica speciale: allo Stretto.
I motti e le citazioni:
“L’Italia senza la Sicilia non lascia alcuna immagine nello spirito,
qua è la chiave di tutto”
(J.W. Goethe)
« Urbs Rhegina Nobilis Insignis Fidelissima Provinciæ Prima Mater Et Caput »
« Città di Reggio la più Fedele tra le Nobili Insigni Metropoli e Capitale della Regione »
(antico motto della città)
«Messana Nobile Siciliae Caput»
«Messina, nobile capitale della Sicilia»
(Antico motto della città)
«Reggio è un grande giardino, uno dei luoghi più belli che si possano trovare sulla terra.»
(Edward Lear, Diario di un viaggio a piedi, 1847)
«Si può dire che i dintorni di Reggio, così come le strade che l’attraversano, formano un giardino continuo, e uno dei più deliziosi.»
(Jean Claude Richard de Saint-Non, Voyage pittoresque ou Description des Royaumes de Naples et de Sicile, XVIII secolo)
«Reggio è una delle città che si staccano da quante se ne vedono nelle lunghe traversate dalle Alpi allo Jonio per formare un tipo, un carattere, un popolo a parte.»
(Caterina Pigorini Beri, “In Calabria”, 1884)
«Questo mare è pieno di voci e questo cielo è pieno di visioni. Ululano ancora le Nereidi obliate in questo mare, e in questo cielo spesso ondeggiano pensili le città morte.
Questo è un luogo sacro, dove le onde greche vengono a cercare le latine; e qui si fondono formando nella serenità del mattino un immenso bagno di purissimi metalli scintillanti nel liquefarsi, e qui si adagiano rendendo, tra i vapori della sera, imagine di grandi porpore cangianti di tutte le sfumature delle conchiglie. È un luogo sacro questo. Tra Scilla e Messina, in fondo al mare, sotto il cobalto azzurrissimo, sotto i metalli scintillanti dell’aurora, sotto le porpore iridescenti dell’occaso, è appiattata, dicono, la morte; non quella, per dir così, che coglie dalle piante umane ora il fiore ora il frutto, lasciando i rami liberi di fiorire ancora e di fruttare; ma quella che secca le piante stesse; non quella che pota, ma quella che sradica; non quella che lascia dietro sè lacrime, ma quella cui segue l’oblio. Tale potenza nascosta donde s’irradia la rovina e lo stritolio, ha annullato qui tanta storia, tanta bellezza, tanta grandezza. Ma ne è rimasta come l’orma nel cielo, come l’eco nel mare. Qui dove è quasi distrutta la storia, resta la poesia.»
( Giovanni Pascoli – in “Un poeta di lingua morta” nella raccolta “Pensieri e discorsi” (1914), ricordando il latinista reggino Diego Vitrioli, descrive così il mare di Reggio)
«Ecco l’antica Reggio, le cui origini si perdono nella notte dei tempi!
Ecco la Reggio della Magna Grecia.»
(Karol Wojtyla, Reggio Calabria, 7 ottobre 1984)
«Reggio è il regno dove è cominciata la favola della mia vita: la sartoria di mia madre, la boutique d’Alta Moda. Il luogo dove, da piccolo, cominciai ad apprezzare l’Iliade, l’Odissea, l’Eneide, dove ho cominciato a respirare l’arte della Magna Grecia.»
(Gianni Versace, febbraio 1992)
«La vocazione naturale dei nostri territori, vicini per tradizioni storiche e culturali è, grazie alla collocazione geografica nel centro del Mediterraneo, una vasta area metropolitana dello Stretto.»
(Pietro Fuda e Salvatore Leonardi, presidenti delle Province di Reggio Calabria e Messina)

Indice
Introduzione ………..………………………………………………………….. pag. 9
Capitolo I : La Storia dello Stretto nell’ultimo secolo ………..……..………. pag. 19
Capitolo II : L’Economia di Reggio e Messina ………………..……………. pag. 32
Capitolo III: L’Idea dell’Aera Metropolitana dello Stretto ……..……..…….. pag. 46
Capitolo IV: Il Ponte dello Stretto……………………….…..……….……pag. 68
Capitolo V: I pareri di “quelli che…lo Stretto”………………………………….…....pag. 100
Capitolo VI : Regione dello Stretto a Statuto Speciale: il mezzo per l’autonomia. Le specificità dell’Area Integrata dello Stretto……………………………….……pag. 129
Appendice: I “Fatti di Gambarie”……………………..…..……….……pag. 133
Bibliografia …………………………..………………………………. pag. 138

Introduzione
Sin da piccolo, pensando al mio futuro, mi vedevo proiettato nel mondo del giornalismo, quasi non potessi fare altro.
Nei miei sogni, sia quelli notturni che quelli ad occhi aperti, mi ritrovavo a fare la cronaca della partita della mia squadra del cuore insieme ai miei fratelli come fossi uno dei più abili tele-radio cronisti di calcio.
La mia insegnante di storia delle elementari, la maestra Silvia Catanoso, mi ha fatto impostare la “striscia del tempo” inserendo la mia storia in quella della mia famiglia, del mio ambiente, del mio Paese, e del mondo avviandomi così al metodo della ricerca storica autentica.
Crescendo, intorno ai 13/14 anni si è sviluppato in me, in maniera prepotente, l’ interesse per la meteorologia; quasi a voler carpire i segreti della natura, mi piace elaborare le previsioni del tempo, senza trascurare molti aspetti ambientali, oggi purtroppo oggetto di varie speculazioni.
Naturalmente seguo con interesse tutto ciò che mi accade intorno, dalla politica all’attualità, per capire la società, consapevole che a questo proposito è necessario conoscere il passato tanto che un’altra mia grande passione è la storia.
Ho ancor di più accresciuto la mia passione per la scrittura e il giornalismo grazie proprio alla meteorologia e al mondo di internet, anche se mai dimenticherò la mia “svolta umanistica” avvenuta in seconda media, quando la professoressa di Lettere, Maria Caracciolo, mi ha trasportato in modo appassionante e coinvolgente attraverso lo studio delle discipline storiche, letterarie e linguistiche.
Al Liceo Classico, poi, ho incontrato veri “maestri” di vita, soprattutto nell’ultimo triennio: il prof. Glauco Morabito di Storia e Filosofia e soprattutto la prof.ssa Pontari di Latino e Greco.
Con loro non ho solo imparato meglio le discipline, ma ho appreso il metodo e lo stile che ancora oggi mi accompagna in tutto ciò che faccio.
La conclusione del triennio universitario rappresenta per me una tappa importante in un percorso didattico che sono contento di avere scelto perché ha corrisposto in maniera esauriente a quelle che erano le mie aspettative.
Studiare a Messina in questi tre anni non è stato semplice, ma l’impegno profuso non è certo stato vano. Mi è servito come formazione umana, oltre che professionale, grazie ad alcune figure didattiche attente non solo culturalmente ma anche moralmente ad affrontare l’insegnamento in modo cordiale, serio e al tempo stesso coinvolgente con gli alunni.
Mai dimenticherò alcune “pillole” di saggezza che, durante le lezioni, in modo direttamente o indirettamente collegato alla materia, alcuni professori mi hanno voluto “donare”.
Michele Limosani, innanzitutto, è stato uno dei primi docenti con i quali mi sono trovato a contatto il primo semestre del primo anno di università. Nonostante io avessi fatto un percorso di studi umanistici con la maturità classica alle spalle, grazie alle sue lezioni mi sono appassionato ai dettagli economici e sono cresciuto molto anche dal punto di vista umano.
Dario Caroniti, poi, attraverso l’insegnamento della Storia dell’America del Nord e i nostri colloqui, durante le lezioni, i ricevimenti o, semplicemente, quando ci incontravamo in giro per la facoltà, mi ha sempre trasmesso ottimismo e positività, gioia di vivere e impegno costante nel perseguire gli obiettivi prefissati.
Giuseppe Cardillo, in ultimo, mi ha saputo ulteriormente spronare nel sentirmi importante per la società, facendo capire – a me come ai miei colleghi – che il futuro della nostra terra siamo proprio noi giovani, a maggior ragione studenti di Scienze Politiche che, probabilmente, andranno a formare la futura classe dirigente del Paese.
A dirlo così può apparire banale, ma il contributo del docente è fondamentale: prendere coscienza delle proprie potenzialità e quindi delle proprie responsabilità, avendo l’intraprendenza di mettersi in gioco nella vita, non è assolutamente cosa da poco.
Ricorderò sempre con stima anche i prof. Battaglia, Buttà e Marco Centorrino che hanno dimostrato, come pochissimi, professionalità, serietà, cultura e preparazione nell’insegnamento della loro disciplina.
Un saluto speciale al prof. Bruno Sergi, che, con un metodo didattico innovativo, ha saputo coinvolgere gli studenti facendoli crescere a livello umano e spirituale avviando, alla fine di ogni lezione, dei dibattiti su temi di attualità, politica ed economia, che si sono rivelati sempre molto interessanti.
Appena ho chiesto al professore se potevo considerarlo il mio “relatore” di tesi su un lavoro che studiasse l’Area Metropolitana dello Stretto ha subito accettato con entusiasmo e mi ha seguito con costanza nel corso dei miei approfondimenti consigliandomi testi, dandomi materiale, rapporti economici e informazioni importanti per la realizzazione di questo lavoro.
So – infine – che ancora avrò a che fare con lui durante la specialistica e probabilmente anche successivamente nel corso della mia vita, ma voglio citare Rino Labate, coordinatore del corso di giornalismo, che ha fatto di tutto in due anni per insegnarmi qualcosa di tecnico e specifico sulla professione giornalistica, con molto impegno, passione ed entusiasmo.
E, con lui, anche le prof. D’Angelo e Caminiti che, insieme a tutti i dirigenti del Corso di Giornalismo della Facoltà di Scienze Politiche, mi hanno dato l’opportunità di confrontarmi con realtà lavorative facendo degli stages formativi di tirocinio: sono stato per un mese alla Gazzetta del Sud, a Reggio, e ho imparato molte cose.
Ancora di più, senza dubbio, potrò crescere professionalmente durante il mese e mezzo di tirocinio presso l’ufficio stampa dell’Ambasciata Usa di Roma.
Spero tanto di coronare il mio sogno impegnandomi con tutte le mie forze : io ci credo.
Spero di poter applicare la mia professionalità al servizio del mio territorio e della società alla quale appartengo : in campo scientifico o in quello sportivo, o piuttosto in ambito politico-attuale o di cronaca, terrò sempre presente l’importanza della capacità critica che già Erodoto indicava come fondamentale, ricercando le cause dei fatti non postulandole,secondo l’analisi di Marc Bloch.
Sono consapevole che il cammino sarà lungo e tortuoso,ma sono anche certo che la fatica sarà compensata da grande soddisfazione, come racconta bene Petrarca nella “ Lettera al Ventoux”.
La città in cui sono nato e quella in cui sto studiando, le dirimpettaie Reggio Calabria e Messina, secondo me sono naturalmente legate e la realizzazione dell’ Area dello Stretto può aiutare il nostro territorio al raggiungimento di obiettivi importanti.
Credo fermamente in questo progetto e per esso mi adopererò senza risparmiarmi.
Ethos e pathos mi aiuteranno a cercare e ricercare con curiosità impertinente e insistente, per ritrovare, parafrasando James Hillman e l’architetto Carlo Truppi, l’anima dei nostri luoghi riconoscendoli come luoghi della nostra anima, sorvolando la quotidianità sulle ali di sempre del bello, del giusto e del vero.
Sarà possibile così riscoprire il senso della bellezza, ritrovando il gusto delle “reazioni estetiche”, la necessità di una giustizia autentica e il bisogno irrefrenabile della verità ad ogni costo, senza perdere di vista il ruolo della sophia, la saggezza filosofica della quale la nostra terra è impregnata.
Nella realizzazione di questo lavoro ho seguito sia il metodo della ricerca teorica sui libri, su testi e riviste ingiallite dal tempo, sia quello sperimentale, con conversazioni e interviste per una maggiore organicità e completezza.
Non ho la presunzione di fare un lavoro definitivo, ma ho voluto dare il mio modesto contributo sperando che possa aiutare alla realizzazione di questo progetto.
Mi corre l’obbligo a questo punto, di ringraziare i miei genitori che mi hanno accompagnato nella crescita insistendo sull’importanza fondamentale di una formazione culturale solida, accanto ad una guida etica e morale che mi ha fatto distinguer sin da piccolo il bene dal male e mi ha aiutato a formare un carattere sempre educato, rispettoso, equilibrato e aperto al confronto e al rispetto dell’opinione altrui.
Ringrazio anche i miei fratelli, Gianni e Rita, che ogni giorno mi sopportano. Con loro sono cresciuto e ho iniziato ad imparare cosa vuol dire “vivere in società”.
Tra tutte le persone, parenti, amici e docenti, che mi sono state vicino in questi anni, ne ricordo due per tutte : il Prof. Mimmo Castelli, vero maestro di lettere e di vita e l’amico Pino Lucisano, che ha messo a mia disposizione il suo prezioso archivio mentale come memoria storica di esperienze personali, e materiale di raccolte datate di giornali e riviste.

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Di Reggio e Messina si parla facendo riferimento a due realtà distinte, a due poli tra loro lontani, a due Città appartenenti a due Regioni differenti, di cui una addirittura a Statuto Speciale, e geograficamente a due luoghi che non hanno nulla in comune: uno è in un’isola, l’altro invece nella parte più meridionale d’Europa, la Penisola Italica.
In realtà Reggio e Messina formano un’unica comunità omogenea e amalgamata, non solo dal punto di vista geografico ma anche e soprattutto dal punto di vista storico, economico e sociale.
Prendendo in considerazione i problemi di sottosviluppo del mezzogiorno d’Italia, la chiave di lettura, almeno per quanto riguarda l’area Siculo – Calabra, si snoda in modo fondamentale proprio nell’Area dello Stretto, che nel corso della storia ha rivestito un ruolo egemone in ambito Mediterraneo e che potrebbe significare, in futuro, la soluzione dei problemi che attanagliano l’area di riferimento nei giorni nostri.
Tanta gente di questa terra, tra le Province di Reggio Calabria e di Messina, ha sacrificato la propria vita per amore del territorio, per amore dello Stretto e per amore delle due Città che si affacciano sulle frontali sponde del mare in cui aleggia la leggenda della Fata Morgana. Tantissima gente ha dovuto soffrire i soprusi che questa terra ha subito nel corso della storia ed è stata costretta ad emigrare, a trasferirsi lontano, al Nord Italia e in Paesi Europei e dextraeuropei (tantissimi Reggini e Messinesi vivono in Canada, Australia, Stati Uniti d’America)…
Oggi, nel 2007, noi abitanti di Reggio e Messina vogliamo ridare slancio alla nostra Comunità, affinché riacquisti il lustro e il prestigio di cui si è contraddistinta per secoli e secoli a livello internazionale, e sappiamo che questo è possibile, anche se non è semplice.
Non è semplice perché per risolvere i problemi economici e sociali di Reggio e Messina è necessario un impegno di notevole difficoltà, che richiede come prerequisito un cambiamento strutturale nella mentalità popolare degli abitanti.
D’altra parte i cambiamenti, i progressi e le riforme vengono avviati spesso “dall’alto”, quindi dal Governo centrale e dagli Enti e dalle Istituzioni locali, che spesso hanno contribuito a far del male a Reggio e Messina con tradimenti, sfruttamenti, illeciti e ipocrisie; ma negli ultimi anni qualcosa è cambiato, qualcosa sta cambiando, e s’è accesa una speranza di rinascita.
Secondo me, dal punto di vista concreto e materiale, sono fondamentalmente due gli atti che darebbero la svolta alla situazione sociale, politica, economica del territorio dello Stretto:
1. L’Istituzione dell’Area Metropolitana dello Stretto
2. La Costruzione del Ponte nello Stretto
Sono argomenti di cui si parla da tantissimo tempo (addirittura del collegamento stabile nello Stretto sin dalla seconda metà dell’800), ma che finalmente sono tra gli argomenti di priorità degli enti e delle istituzioni interessate, e che potrebbero svolgere il ruolo di volano e di simbolo per la rinascita di un’area nobile e storica che negli ultimi decenni ha vissuto però la storia del mondo guardandola dall’esterno, come una degradata periferia.
Noi tutti cittadini dello Stretto dobbiamo lavorare ed impegnarci in modo che la nostra gente non debba più andare a vivere altrove, anzi dobbiamo costruire un futuro in cui lo Stretto sia un polo d’attrazione per tutti, in modo che gli abitanti delle aree circostanti possano trovare tra Reggio e Messina opportunità per una vita migliore.
E affinché gli sforzi di chi nella Storia ha sacrificato la propria vita in onore del territorio dello Stretto non siano stati vani e inutili, dobbiamo innovare la situazione di Reggio e Messina imparando innanzitutto ad amare i luoghi in cui siamo nati sapendo apprezzare le bellezze dello Stretto, come chi, emigrato, guarda con nostalgia alla propria terra d’origine.
Questo lavoro di analisi e ricerca parte dalla situazione storica ed economica dell’Area dello Stretto e cerca di individuare delle possibili soluzioni, delle possibili vie per poter costruire un futuro migliore, perché capendo il passato si può migliorare il futuro, facendo tesoro di scelte giuste e anche degli errori.
Un detto popolano recita: “sbagliando s’impara”: probabilmente abbiamo già sbagliato tanto che oggi dovremmo aver imparato tutto ciò che serve per costruire una nuova struttura sociale ed economica nell’Area dello Stretto, una struttura che diventi motore per lo sviluppo del Sud.
L’abitudine forse non ci fa apprezzare a sufficienza la bellezza del nostro territorio e io vorrei riscoprire l’ anima del luogo dello stretto per ritrovare i luoghi della nostra anima.

Lo Stretto di Messina e, con precisione, la Città di Reggio Calabria, è il preciso centro geografico del Mar Mediterraneo
Bibliografia
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· Domenico Cerosimo, Reggio Calabria: Storia – Cultura – Economia, Un modello di Economia dell’Emergenza. Rubettino Editore.
· Prof. Mario Centorrino, I° Workshop Ristretto sull’Area dello Stretto. Ricostruire un territorio competitivo: investimenti, politiche, attori a confronto. Area Metropolitana dello Stretto, le due economie a confronto. Università degli Studi di Messina.
· Dipartimento di Economia, Statistica, Matematica e Sociologia (DESMaS) “W. Pareto”, Liaison Office dell’Università di Messina. Coordinatore dott. Piero David. Gruppo di lavoro: prof. Domenico Carzo, prof. Mario Centorrino, prof. Michele Limosani, prof. Pietro Navarra, prof. FerdinandoOfria, prof. Bruno Sergi, prof. Guido Signorino, dott.sa Antonella Cava, dott.sa Elena Girasela, dott. Fabrizio Fasulo, dott. Antonino Genovese, dott.sa Mariagrazia Salvo. 3° Rapporto sull’economia della Provincia di Messina (2006). Università degli Studi di Messina, Dicembre 2006.
· Josè Gambino, Un Ponte per lo Sviluppo: Lo Stretto di Messina nuovo centro del Mediterraneo. Patron editore, Bologna 2004.
· Osservatorio Economico Locale 2005/2006, Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura, Messina.
· Rapporto sull’Economia Provinciale nell’anno 2005, Camera di Commercio Reggio Calabria
· Sara Rossi, L’Area dello Stretto, Casa del Libro edizioni, Reggio Calabria, 1983.
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· Francesca Ghedini, Jacopo Sonetto, Andrea Raffaele Ghiotto, Federica Rinaldi, Lo Stretto di Messina nell’antichità. Editore Società Stretto di Messina S.p.A., Roma, 2005.
· Osvaldo Pieroni, Tra Scilla e Cariddi. Il Ponte sullo Stretto di Messina: ambiente e società sostenibile nel mezzogiorno. Rubettino, Catanzaro, 2000.
· La Provincia di Reggio Calabria verso l’Area Integrata dello Stretto. Relazione del Presidente della Provincia ing. Pietro Fuda, Gioia Tauro, mercoledì 11 Agosto 2004.
· Antonio La Tella, Taccuino segreto – memorie di un giornalista tra cronaca e storia. Città del Sole edizioni, 2006.
· Giacomo Iapichino, Tra Scilla e Cariddi – Ferrovie e Ferry Boats, storia di navi e di uomini. Edizioni Dr. Antonino Sfameni, Messina, 2006.
· Berardo Cori ed Enrica Lemmi, La Regione Mediterranea, sviluppo e cambiamento. Patron Editore Bologna, Bologna, 2001.
· Agazio Trombetta, Sullo Stretto di Messina un ponte per l’Eurafrica, Parallelo 39. 7/8/9 (1968) pp. 385 – 408
· Gianfranco Merenda, Cronaca di una rivolta, i Fatti di Reggio Calabria 1970-1971, Edizioni Rezodes Magna Grecia, Reggio Calabria, 2000.
· Giuseppe Campione, Il progetto urbano di Messina, Gangemi editore, Reggio Calabria, 1998
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· Società “Stretto di Messina”, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ponte sullo Stretto di Messina, excursus storico del collegamento nello Stretto di Messina.
· Società “Stretto di Messina”, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ponte sullo Stretto di Messina, i ruoli nella realizzazione.
· Società “Stretto di Messina”, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ponte sullo Stretto di Messina, le schede tecniche.
· Società “Stretto di Messina”, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ponte sullo Stretto di Messina, il progetto tecnico.
· Società “Stretto di Messina”, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ponte sullo Stretto di Messina, i collegamenti e le reti di trasporto.
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· Utet, “Le Regioni d’Italia”, Collezione fondata da Roberto Almagià e diretta da Elio Migliorini, pubblicata sotto gli auspici del Comitato ordintore della Mostra delle Regioni Italiane, Volume Sedicesimo, Calabria
· Utet, “Le Regioni d’Italia”, Collezione fondata da Roberto Almagià e diretta da Elio Migliorini, pubblicata sotto gli auspici del Comitato ordintore della Mostra delle Regioni Italiane, Volume Diciassettesimo, Sicilia
· Sito Internet: http://www.strettodimessina.it/
· Sito Internet: http://www.comune.reggio-calabria.it/on-line/Home.html
· Sito Internet: http://www.provincia.reggio-calabria.it/
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· Sito Internet: http://www.horcynusorca.it/
· Sito Internet: http://www.repubblica.it/
“Lasciate che noi del meridione possiamo amministrarci da noi, da noi designare il nostro indirizzo finanziario, distribuire i nostri tributi, assumere la responsabilità delle nostre opere, trovare l’iniziativa dei rimedi ai nostri mali; non siamo pupilli, non abbiamo bisogno della tutela interessata del nord; e uniti nell’affetto di fratelli e nell’unità del regime, non nella uniformità dell’amministrazione, seguiremo ognuno la nostra via economica, amministrativa e morale nell’esplicazione della nostra vita”
Don Luigi Sturzo
